AGOSTO: COSA FARE IN ORTO E GIARDINO

NELL’ORTO
Nel mese di agosto molti ortaggi sono ancora nel pieno dell’attività produttiva, mentre altri iniziano a
concludere il loro ciclo. Le lavorazioni di questo periodo riguardano il controllo delle infestanti e
l’estirpazione degli ortaggi che non sono più in grado di produrre e che, se privi di malattie, possono essere
utilizzati per il compostaggio. Continua ad esserci il rischio di attacco da parte di insetti e funghi, è
necessario quindi prestare attenzione alle colture. All’inizio del mese va abbattuta la parte aerea
delle patate in modo da permettere ai tuberi di ingrossarsi ulteriormente e verso metà mese si può
procedere alla raccolta.

NEL PRATO
Annaffiare e tosare regolarmente il tappeto erboso.

NEL GIARDINO
Come nel mese precedente, annaffiare le aiuole, meglio se nelle ore serali e senza bagnare i fiori per evitare
di rovinarli. Eventualmente mettere dei sostegni ai fiori che sono cresciuti per evitare che si rompano.
Continuare a concimare regolarmente e tenere pulite le aiuole dalle erbe infestanti.

LUGLIO: COSA FARE IN ORTO E GIARDINO

NELL’ORTO
Luglio è il mese con il picco massimo di attività nel nostro orto. E’ fondamentale continuare ad eliminare
le piante infestanti in modo che non entrino in competizione con i nostri ortaggi per quanto riguarda l’assorbimento
di acqua ed elementi nutritivi. A causa delle elevate temperature è molto importante tenere sotto controllo
eventuali attacchi da parte di insetti o funghi.

NEL PRATO
Tosare ed annaffiare regolarmente, specialmente se la stagione è calda e siccitosa. Controllare le malerbe con
eventuale diserbo. Rigenerare le parti del tappeto erboso che non si sono sviluppate adeguatamente.

NEL GIARDINO
Innaffiare le aiuole, meglio se nelle ore serali e senza bagnare i fiori, per evitare di rovinarli.
Concimare regolarmente e trattare eventualmente fiori e piante contro attacchi di insetti o malattie fungine.
Tenere pulite le aiuole da erbe infestanti.

GIUGNO: COSA FARE IN ORTO E GIARDINO

NELL’ORTO
Siamo nel periodo in cui luce e temperature sono ottimali e le produzioni nel nostro orto sono abbondanti.
Si rendono pertanto necessari parecchi lavori: sarchiare e diserbare, ombreggiare gli ortaggi che,
con molta luce, tendono a salire a seme come lattughe, spinaci e ravanelli. In questo mese le foglie di aglio e
cipolla dovrebbero iniziare ad ingiallire, sintomo che nel giro di circa 20 giorni saranno pronti per la raccolta.
E’ bene continuare a controllare l’eventuale presenza di insetti o l’insorgere di malattie in modo da
intervenire tempestivamente. E’ un periodo di intensa attività di raccolta ed è impoprtante raccogliere i frutti pronti
al consumo, in questo modo la pianta non utilizza le sue risorse per produrre seme e la produzione successiva non
ne rimane penalizzata.

NEL PRATO
Tosare ed annaffiare regolarmente e dosare la concimazione in funzione dello svilupo del prato e delle condizioni
climatiche. Rigenerare il tappeto dove necessario e procedere al diserbo delle erbe infestanti a foglia larga.
Se necessario effettuare trattamenti contro funghi e muschio.

NEL GIARDINO
E’ ancora il periodo per la messa a dimora di piante, arbusti e fiori. Concimare abbondantemente le aiuole ed
eventualmente trattarle con adeguati prodotti contro insetti, afidi o altre malattie. Rinvasare se necessario
i fiori o le piante da interno.

MAGGIO: COSA FARE IN ORTO E GIARDINO

NELL’ORTO
In questo mese l’orto è nel pieno dell’attività, si semina direttamente nel terreno all’aperto e si iniziano a
raccogliere i primi ortaggi seminati nei mesi precedenti, come ravanelli, lattughe, cicorie, spinaci ecc..
Per completare il nostro orto sia dal punto di vista estetico che funzionale, si possono seminare
tra le file, lungo le file o ai bordi dell’orto dei fiori. Questi ultimi andrebbero scelti in modo che,
oltre ad abbellire l’orto, possano aiutare ad allontanare insetti dannosi o ad attirare insetti utili.
Le varietà consigliate sono lavanda, tagete e menta. Altri lavori del mese sono il diradamento, in particolar modo
di cetrioli, zucchini, meloni e angurie per chi li avesse seminati direttamente all’aperto. Per quanto riguarda
i pomodori si possono aiutare a produrre più frutti eliminando le femminelle, ovvero i germogli che
si formano all’ascella delle foglie. E’ sempre importante continuare ad eliminare le erbe infestanti. Le serre devono
essere ombreggiate e tenute aperte, così come i tunnel. Sarebbe inoltre opportuno sostituire il telo coprente con rete
antigrandine. Con le temperature di questo periodo diventa molto importante tenere controllati gli insetti
dannosi e i funghi, soprattutto l’oidio, ed intervenire se necessario con fitofarmaci rispettando scrupolosamente
le indicazioni riportate in etichetta.

NEL PRATO
Procedere con le normali operazioni di taglio per i prati esistenti, con concimazione di mantenimento
ed annaffiatura. E’ uno dei mesi ideali per la semina dei nuovi tappeti erbosi.


NEL GIARDINO
Continua il momento favorevole per la messa a dimora di piante, arbusti e tutti i tipi di fiori, anche in bulbo.
Concimare le aiuole e se necessario intervenire con trattamenti contro gli insetti, afidi o pidocchi,
che in qesto periodo possono arrecare danni. Si possono portare all’esterno ed in luoghi ombreggiati anche
le piante di casa e si possono rinvasare.

PISCINE 2022

È arrivato il momento di pensare alla vostra estate!

Tutto quello che cerchi lo trovi nel nostro Garden: Piscine di tutte le misure, Accessori, Ricambi, Assistenza, Prodotti Chimici e preparatissimo staff a disposizione per risolvere i tuoi problemi o insegnarti a gestire in modo semplice e conveniente la tua prima piscina!


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MARGHERITA PER AIRC

Sboccia la Primavera, sboccia la solidarietà!

Aderiamo, anche quest’anno, con entusiasmo al progetto MARGHERITA PER AIRC in collaborazione con AICG!

Fino al 18 Aprile potrete acquistare una MARGHERITA italiana al 100% SOLIDALE al prezzo di 4,50€.

Per ogni margherita venduta devolveremo 1,50€ ad AIRC per sostenere il finanziamento di una borsa di studio annuale per un giovane ricercatore.

FESTA DELLA DONNA | 8 MARZO

Le Donne vanno festeggiate sempre..anche l’8 Marzo!

Nel nostro Garden puoi trovare tantissime composizioni con la mimosa e non solo.

Torna anche quest’anno, a grande richiesta, la nostra proposta per la FESTA DELLA DONNA: la MIMOSA IN BARATTOLO con i fiori di campo essiccati!

 

La mimosa è un fiore molto delicato, ancor di più se reciso.
Per farlo durare più a lungo abbiamo pensato di inserirlo all’interno di un barattolo di vetro, questo contenitore chiuso non fa passare l’aria e l’umidità ma lascia passare la luce. Con le nostre soluzioni la mimosa mantiene più a lungo il suo luminoso colore e non secca!


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ECCO ALCUNE NOSTRE PROPOSTE:

MIMOSA IN FIALETTA   3,90€

MIMOSA MINI 6,90€

MIMOSA PICCOLA 8,90€

MIMOSA IN BOTTIGLIA   12,90€

MIMOSA MEDIA   24,90€

MIMOSA GRANDE   29,90€

MIMOSA MAXI   35,90€

 

 

SCEGLIERE IL TERRICCIO GIUSTO È LA COSA PIÙ IMPORTANTE!

Ci siamo: a partire da marzo e fino a giugno si snoda il periodo giusto per effettuare rinvasi e impianti, in casa, sul terrazzo e in giardino. Quindi, ci servono vasi e terriccio in quantità. Sui vasi spesso si è fin troppo esigenti, cercando quelli più belli e decorativi, ma sul terriccio?
Alzi la mano chi non ha mai pensato: “
Il terriccio lo compro al supermercato perché costa meno, tanto è solo terra!”…

Bene, tutta la frase è sbagliata: è sbagliato pensare che dentro quel sacco ci sia “solo terra”, ed è sbagliato comprarla al supermercato perché – è evidente – se costa meno, vale anche meno. E se vale meno, la vostra costosissima o amatissima pianta ci si troverà male, e pian piano deperirà. Avrete risparmiato nella terra, ma non avrete più la pianta…

Cosa c’è nel terriccio

In un sacco di terriccio non c’è la terra. Potete controllare la lista dei componenti riportata in etichetta: troverete torbe, fibre di cocco o di legno, materiali vegetali verdi e/o secchi compostati, cortecce, sostanze inerti (sabbia, pomice, lapillo, perlite ecc.) e concimi naturali o di sintesi chimica, sostanze corroboranti e altro, ma non la terra. Questa non c’è perché ogni sacco deve contenere materiali ben precisi, perfettamente bilanciati e vantaggiosi per le piante. Fattori che la “terra” non garantisce, essendo diversa da luogo a luogo di prelievo (e dando luogo a tanti altri problemi).

Dunque, tutti i sacchi di terriccio sono una miscela di varie componenti, in percentuali variabili a seconda delle categorie di piante a cui sono destinati (es. da fiore, orchidee, bonsai, orto ecc.), e teoricamente dovrebbero essere bilanciate in modo da assicurare il benessere delle piante.

Ma gli “ingredienti” sopra elencati non sono tutti equivalenti: alcuni sono più pregiati, altri lo sono meno. A parità di componente, anche la provenienza fa la differenza, perché, ad esempio, i giacimenti di torba nel mondo non hanno tutti la stessa qualità. Infine, anche la lavorazione influisce moltissimo sul prodotto finale: un terriccio grossolano è ben diverso da uno fine e morbido, “parola delle radici” che ci devono vivere immerse.

Il sacchetto “primo prezzo”

Nei sacchetti cosiddetti “primo prezzo”, in vendita nei supermercati e discount, la qualità non brilla: le componenti sono le meno pregiate in assoluto e alcune mancano. Non c’è garanzia della provenienza delle materie prime. La lavorazione è approssimativa o addirittura inesistente.

Se lo comprate e lo aprite, potete constatare con i vostri occhi: pezzi grossolani, magari anche di legno vero e proprio, blocchetti di materiale duro, fibre ben visibili, a volte perfino pezzetti di plastica colorata, che tradisce una provenienza dal compostaggio dei rifiuti organici urbani. Annusate il materiale nel sacco: a volte emana un odore di muffa, di umido, altre volte puzza decisamente, nella migliore delle ipotesi sa di legno o di niente. A volte trovate il terriccio troppo secco, praticamente sbriciolato, altre volte è invece quasi impastato, una specie di creta che si appiccica miseramente alle mani. Dov’è la qualità? E dove il benessere per le vostre piante?

Il sacchetto di marca

Il sacco di terriccio di marca non costa di più perché è di marca, ma perché ha un contenuto di qualità. I componenti sono i migliori: la torba irlandese, la fibra corta di cocco e la polvere, la perlite o il lapillo, materiale organico proveniente da compostaggio agrario (e non urbano), concime organico di prima qualità come il guano o l’humus ecc.

E poi tutte queste componenti vengono lavorate, sminuzzate, vagliate, arieggiate e dosate, in modo da risultare morbidissime al contatto con le radici, ma al tempo stesso sostenitive e coese, per il loro benessere e per facilitare l’assorbimento di acqua ed elementi nutrienti.

Quando aprite il sacchetto, percepite subito un buon odore di terra di bosco. Toccate il terriccio e lo sentite morbido e fresco, né secco né umido. Non vedete pezzi grossolani, ma particelle fini che scivolano dalla mano ma in parte rimangono attaccate alla pelle, così come devono rimanere attaccate alle radici. Il colore è uniforme, tipico di quel prodotto: scuro per le piante fiorite, appena un po’ più chiaro per l’universale, ancora più scuro quasi nero per le piante verdi…

Costa di più, ma dà veramente molto di più: il migliore ambiente, la migliore “casa” per le vostre piante.

4 BULBI ESTIVI CHE TI FARANNO RISPARMIARE ACQUA!

È già tempo di pensare alle bulbose estive! Si piantano adesso, per vederle sbocciare fra maggio e settembre, spettacolo quasi inatteso, visto che i bulbi, dopo averli messi a dimora, chiedono così poche cure da dimenticarsi quasi di averli…

Premesso che la scelta delle specie dipende comunque dai vostri gusti personali, se in più volete dare una mano all’ambiente (e al vostro portafoglio) potete orientarvi verso quei bulbi che chiedono pochissima acqua: al momento della piantagione e poi sporadicamente ogni 10-15 giorni se non piove, fino al termine della fioritura. In cambio, oltre a regalarvi colori splendidi, vi terranno compagnia per anni e anni.


Eccone 4 che potete facilmente acquistare nel nostro Garden Center:

AGAPANTO

Proviene dal Sud Africa, e già questa è una garanzia di “poca sete”: all’agapanto basta qualche annaffiatura sporadica fra maggio e settembre (qualcuna di più in vaso) per esplodere in un fuoco d’artificio nei toni freddi – blu, azzurro, viola o bianco –. 

Da piantare a pieno o mezzo sol, a 10 cm di profondità in un terreno fertile, leggero e morbido, molto ben drenato. Gode del concime granulare universale che si distribuisce in marzo, maggio e settembre in giardino, ma non gli è indispensabile. In vaso va rinvasato ogni anno e i rizomi vanno divisi ogni 4-5 anni.

AMARILLIS

L’amarillis, anche lui sudafricano, produce fiori a forma di giglio, spesso profumati, e di colore rosa. Vive benissimo in piena terra nelle zone miti. Teme temperature sotto i 6 °C, ma d’inverno è a riposo e basta pacciamare bene il bulbo con terra e foglie secche.

Se avete l’accortezza di collocarlo in pieno sole, in un terreno sabbioso e ben drenato, annaffiandolo di tanto in tanto e concimandolo insieme con il giardino, vi ripagherà con una ricca fioritura in luglio-settembre. Vive anche in vaso, con gli stessi accorgimenti descritti per l’agapanto, ma ovviamente non si può dividere, trattandosi di un unico, grosso bulbo.

EMEROCALLIDE

È vero che i suoi fiori, piccoli “gigli” arancioni (rossi, gialli e marroni nelle varietà) durano una sola giornata, come dice anche il suo nome, ma ogni rizoma ne produce oltre una decina, che sbocciano in successione un giorno dopo l’altro. Sono un ottimo acquisto, perché praticamente indistruttibili: l’abitudine alla madrepatria, le steppe dell’Europa centrale, li ha resi indifferenti al gelo, alla neve, al caldo bruciante, alla siccità, al terreno povero e sassoso, dove possono vivere anche 40 anni. A loro bastano veramente solo le piogge primaverili, e aborrono i ristagni idrici. Sono eccezionali in bordura, creando due ali colorate attorno ai vialetti.

Ponete i rizomi a 15 cm di profondità, in pieno sole, e dimenticateli. Si faranno vivi loro, fiorendo in abbondanza in giugno-luglio. Non amano la vita in vaso.

GIGLI

Gli asiatici gigli li conoscete bene come fiore reciso, ma in giardino danno molta più soddisfazione: sbocciano in sequenza, producendo anche più di una decina di fiori (dipende dalla varietà) dall’architettura barocca e dai colori uniti, screziati, variegati, melangeati che abbracciano tutto l’arcobaleno tolti l’azzurro, il blu e il viola. E, volendo, li potete recidere e portare in casa! Uno spettacolo che incomincia a fine maggio e termina a metà luglio, secondo le zone italiane.

Si mettono a dimora in marzo-aprile, a 15-20 cm di profondità, in posizione soleggiata e in terreno fertile e fresco, già ben concimato. Si accontentano di qualche annaffiatura se non piove, soprattutto le varietà di taglia inferiore e a fiore “piccolo”. In vaso resistono un solo anno, nella primavera successiva i bulbi vanno piantati in giardino, dove rimangono per almeno 20 anni.

MARZO: COSA FARE IN ORTO E GIARDINO

NELL’ORTO
Marzo è un mese che ci permette di aumentare il tempo dedicato al nostro orto.
Le temperature sono ancora instabili con la possibilità di sbalzi termici e per questo motivo si deve prestare attenzione alla tipologia di ortaggi scelti per la semina.
I lavori da fare sono l’arieggiatura delle serre e dei tunnel durante le ore più calde del giorno e l’eliminazione delle erbe infestanti presenti sul terreno.
In caso di giornate soleggiate e con temperature più alte rispetto alla media stagionale è meglio prestare attenzione a spinaci, rucole e ravanelli seminati all’aperto in quanto le giovani piantine
potrebbero essere attaccate dall’Altica e richiedere quindi dei trattamenti.

Se la vostra zona è soggetta ad attacchi da parte di questo insetto l’ideale è proteggere le piantine fin dal momento
della semina con tessuto non tessuto avendo cura di lasciarlo finchè le piante non raggiungono medie dimensioni.
Nella nostra zona, caratterizzata da un clima più rigido, è meglio procedere alle semine nella seconda metà del mese.

NEL PRATO
Oltre alla normale cura del prato, pulizia delle erbe e taglio, effettuare una arieggiatura ed una buona concimazione.
Per i nuovi impianti preparare il terreno e procedere, se il clima lo consente, alla semina.

NEL GIARDINO
E’ bene iniziare le lavorazioni primaverili di pulizia delle aiuole e mettere a dimora i bulbi primaverili che fioriranno durante l’estate. Si possono piantare
anche tutte le pinte da fiore tipiche del’estate.

SAN VALENTINO

Per tutti i tipi di amore…regala un fiore!

In arrivo il giorno più romantico dell’anno, Lunedì 14 Febbraio festeggia il tuo amore sorprendendolo con un gesto inaspettato!
Scopri le tantissime idee regalo, create da noi, pensate per te!

Per i tuoi affetti e le persone che ami regala un fiore!

FEBBRAIO: COSA FARE IN GIARDINO E IN ORTO

NELL’ORTO
Febbraio è un mese caratterizzato da sbalzi termici tra il giorno e la notte e ore di luce iniziano ad aumentare, ma se le condizioni climatiche non sono favorevoli e le temperature sono molto rigide, è meglio rinviare le semine al mese successivo. Si può cominciare ad eliminare le prime erbe infestanti, quindi a vagare il terreno rompendo le zolle e livellandolo con un rastrello.

 

NEL PRATO
Se il clima lo consente oltre a tener pulito da foglie ed erbe secche il nostro tappeto, si può provvedere ad arieggiarlo, asportando il feltro e sempre, se il clima è mite, si può procedere alla semina.

NEL GIARDINO
Procedere con la messa a dimora di piante, arbusti e rosai e, se il freddo non è eccessivo, procedere anche con le potature.

GENNAIO: COSA FARE IN GIARDINO E IN ORTO

NELL’ORTO
Gennaio è un mese tranquillo per il nostro orto perciò si può iniziate a distribuire dello stallatico, in polvere o pellettato, per poi interrarlo tramite vangatura.
Per chi ha delle colture sotto tunnel è consigliabile aprire le protezioni durante le giornate soleggiate in modo da arieggiare gli ortaggi.

NEL PRATO
Con le giornate ancora fredde, limitiamoci a tener pulito il tappetto erboso dalle foglie secche ed eventualmente a concimare.


NEL GIARDINO

Non sono molte le operazioni che si possono effettuare in questo mese, ma se il clima lo consente, cominciare a preparare le aiuole per la messa a dimora dei fiori.

 

 

 

 

TERRARIUM: UNA MINI GIUNGLA IN CASA!

Avete un appartamento piccolo, senza spazio per le piante? Oppure vorreste averle, ma non avete il tempo o la memoria per annaffiarle? O siete amanti del design e degli oggetti d’arredo? Per tutti voi, e non solo, c’è un’idea che può risolvere la mancanza di tempo, appagare il senso estetico e la voglia di vita, e in più occupare pochissimo spazio: il terrario! Un micro-giardino in uno spazio minimo, sotto controllo, e per giunta difeso dagli animali domestici e dai bambini…

IL CONTENITORE ADATTO

È importante scegliere la “casa” giusta, bella a vedersi e adatta alle piantine: il materiale deve essere il vetro.

Il contenitore può essere privo di coperchio oppure chiudibile: nel primo caso sarà un microambiente autoconservante, che veramente richiede cure 2 volte l’anno; nel secondo caso, invece, bisogna bagnare con una certa frequenza: se l’imboccatura è delle stesse o quasi dimensioni delle pareti del contenitore, anche una volta ogni 10 giorni.

 

LE PIANTE ADATTE

Le più facili in assoluto sono indubbiamente le piante grasse, di piccole dimensioni: una, o al massimo due in contenitore grande, più alta e/o ramificata e tutte le altre basse e senza rami. 

Le piante verdi sono più facili da coltivare rispetto a quelle fiorite. Per esempio, piccole felci, giovani palme nane, selaginelle, piccoli esemplari dal fogliame screziato come Hypoestes, Fittonia, Pilea, Peperomia. Vanno bene anche Chlorophytum bichetii, rosa di Jericho, Callisia, le Bromeliacee come la tillandsia, il muschio.

Tra le piante fiorite scegliete quelle adatte al giardino roccioso alpino o marittimo: garantiscono uno sviluppo molto contenuto e hanno pochissime esigenze in fatto di terriccio.

L’importante è scegliere sempre mini-piante, di quelle in vasetti da 3 cm (le piante grasse) e fino a 10 cm, perché l’ingombro deve essere contenuto. Non esagerate nel numero: lasciate fra loro lo spazio utile alla crescita!

COME REALIZZARLO

Versate lo strato di drenaggio (2 cm) di palline di argilla espansa o ghiaia grossolana a coprire uniformemente tutto il fondo. Poi aggiungete uno strato di 4 cm di terriccio da semina (per le succulente e le piante da roccaglia o sabbie), di bark (substrato per orchidee) o di terriccio universale (per tutte le altre piante). Mescolate a questi lo sfagno per agevolare drenaggio e favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Quindi svasate e inserite una a una le piantine, parzialmente liberate dalla zolla: per ciascuna allargate le radici sul substrato e poi ricopritele con qualche palettina di terra.

Alla fine, nebulizzate un po’ d’acqua sulla terra e le piante; sulle piante grasse vaporizzate solo il terriccio.

Infine, sistemate gli elementi decorativi prescelti: ghiaia fine, corteccia, sassolini, roccette, pezzetti di ramo, conchiglie, biglie, sabbia… Ora chiudete il terrarium, e godetevelo.

LE CURE SUCCESSIVE

Se il terrarium è chiuso, la manutenzione è minimale: basta vaporizzare un po’ d’acqua, meglio se decalcificata, ogni 4-6 mesi. Il terrario infatti è in equilibrio: l’acqua assorbita viene rimessa in circolo con la traspirazione fogliare, e ci si accorge che tutto va bene finché si vede il vetro appannato dalla condensa nelle ore più fredde. Se però la condensa permane per più di 48 ore o anche nelle ore più calde, dovete aprire per 2-3 ore il contenitore, per far scendere leggermente l’umidità interna. Se invece è aperto, e quanto più l’apertura è grande, provvedete alla vaporizzazione ogni 10-30 giorni.

Tutti i terrarium vanno poi girati di 180 gradi una volta al mese per consentire angolazioni di luce omogenee a tutte le piante.

Le parti (fiori, foglie) che si seccano man mano si decompongono velocemente nell’ambiente chiuso, fornendo “concime autoprodotto”; nel contenitore aperto vanno invece rimosse con le forbici.

Se, anno dopo anno, le piantine crescono troppo, o muoiono, bisogna estrarle (con le pinze se l’imboccatura è stretta) e sostituirle con altre; quelle troppo grandi vanno invasate normalmente e coltivate come piante singole in vaso.

ABETE DI NATALE: COME TENERLO IN VASO O IN GIARDINO

Sgomberiamo subito il campo dai dubbi: acquistare un abete vero come albero di Natale è infinitamente più ecosostenibile che comperarne uno finto


Perché scegliere l’abete vero

L’abete vero viene coltivato in Italia! Gli alberi di Natale vengono quindi coltivati in terreni appositamente dedicati all’attività vivaistica: non vengono presi dai boschi, ma normalmente coltivati come una qualsiasi pianta da vivaio ornamentale o da fiore e costituiscono una coltivazione rispettosa dell’ambiente perché contribuiscono con il loro verde a dare vita a zone altrimenti brulle e desolate soggette al degrado.

Gli alberi veri, durante la crescita in vivaio, assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo a mitigare l’effetto serra. Quando vengono estirpati, sono sostituiti da altre giovani piante nello stesso vivaio, le quali continuano ad assorbire anidride carbonica dall’atmosfera.

Al termine del loro utilizzo come albero di Natale, queste piante, se sono state ben tenute e quindi poco danneggiate, possono essere mantenute in vaso (grande) da un anno all’altro, oppure piantate in giardino (grande).

Attenzione, però: gli abeti di Natale vanno acquistati nei Centri di Giardinaggio, dove si trovano esemplari da vivaio, muniti di tutta la certificazione che attesta la loro provenienza da coltivazione.


Come tenerlo per le feste…

In vendita si trovano esemplari con pane di terra o senza radici. I primi si possono acquistare anche con largo anticipo; si trapiantano subito in un vaso di misura adeguata (grande!), aggiungendo un buon terriccio universale e bagnando bene. Si portano in casa 2-3 giorni prima del Natale per addobbarli, spostandoli all’esterno ogni sera e facendoli rientrare ogni mattina. 

Gli alberelli senza radici vanno acquistati poco prima del 25 dicembre; si pongono ugualmente in un contenitore fermandoli con terra o sassi; possono essere addobbati subito e tenuti in casa, tenendo presente che perderanno rapidamente molti aghi. Dopo l’Epifania si pongono nel cassonetto dei rifiuti organici.

e dopo le feste

L’albero vero con pane di terra, se non ha perso tutti gli aghi e i rami non sono secchi, si può conservare per anni anche in vaso di plastica. Va posto in esterni, alle intemperie, non in pieno sole fra maggio e settembre. Si annaffia con regolarità appena il terriccio incomincia ad asciugarsi. Va rinvasato in una misura in più ogni anno in aprile.

STELLA DI NATALE, 5 ERRORI DA EVITARE

La stella di Natale può durare a lungo, non solo per tutte le feste natalizie, ma addirittura fino a primavera, e trasformarsi in una folta pianta verde d’appartamento.
Ve lo garantiamo noi! Come fare? Beh, vi sveliamo quali sono i 5 errori più comuni, ma peggiori, da non commettere mai perché minano la salute della stella perfino già dal momento dell’acquisto… Seguiteci!


1. Acquistarla nel luogo sbagliato

Adesso le stelle di Natale si trovano in vendita ovunque a prezzi anche molto bassi. Ve lo dobbiamo dire: non fidatevi! A un prezzo basso corrisponde anche una scarsa qualità, sia della pianta sia del terriccio. Inoltre le piante del supermercato patiscono un caldo eccessivo nel punto vendita, e spesso o un eccesso o una carenza d’acqua. Invece quelle tenute al freddo dell’esterno subiscono un danno irreversibile che si paleserà solo a casa vostra… Il luogo giusto è un Centro di Giardinaggio, dove le stelle rimangono sempre a temperatura controllata e ottimale, vengono irrigate quanto basta e concimate fino alla vendita.

 


2. Farle sentire freddo

Originaria del Messico, la stella prospera fra 15 e 18 °C e tollera fino a 20-22 °C.. Questo significa che, quando l’acquistate nel Centro Giardinaggio voi la metterete in macchina e accenderete il riscaldamento, portandola subito a casa. Una volta posizionata fra le mura domestiche, non le aprirete mai le finestre o la porta in faccia: basterebbe mezz’ora a farle poi perdere tutte le foglie, verdi e rosse…

 

3. Tenerla al caldo

È vero che è una pianta originaria delle foreste tropicali dell’America centrale, ma questo non significa che ami il caldo eccessivo, men che meno secco, privo di umidità atmosferica. Mettetela sempre lontano dalle fonti di calore (termosifoni, termoconvettori, caminetti, stufe, pavimento radiante) e in stanze dove la temperatura non sia mai superiore ai 22 °C. Ugualmente, non ponetela vicino a una finestra dove possa essere raggiunta dai raggi del sole.

4. Annegarla

La stella si annaffia solo quando, infilando il dito mignolo nel terriccio, la punta sente l’asciutto. Se le date troppa acqua, le foglie penderanno all’ingiù, anche quelle più in alto. Il terriccio può apparire inzuppato, ma anche secco (se c’è ristagno solo sul fondo) senza però staccarsi dal bordo. Per rimediare svasate subito la pianta, togliete delicatamente tutto il terriccio fradicio e rinvasate con terra nuova e un buon drenaggio sul fondo. Attendete 10 giorni per bagnare di nuovo. Se però il fusto è già annerito alla base, non c’è niente da fare.


5. Farle patire la sete

Si diceva che la stella si annaffia solo quando, infilando il dito mignolo nel terriccio, la punta sente l’asciutto. Se però, oltre a essere asciutto, il substrato si è anche staccato dal bordo del vaso e appare quasi rattrappito, avete esagerato con la siccità: un vaso da 20 cm di diametro deve ricevere un bicchiere d’acqua a settimana se sta a 20 °C. Noterete anche che le foglie si sono arricciate all’insù, a partire da quelle più basse, sono leggermente scolorite e cadono copiose. Correte subito ai ripari immergendo il vaso in una bacinella d’acqua per 10 minuti, poi lasciate sgrondare bene prima di rimettere a posto la pianta. E bagnate con più regolarità!

21 NOVEMBRE GIORNATA DEGLI ALBERI

Piantare alberi, su qualunque superficie del Pianeta possa accoglierli: è l’unica arma contro il disastro climatico”. È il monito lanciato da Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale di fama internazionale e direttore del Linv, International Laboratory of Plant Neurobiology all’Università di Firenze.


Piantare alberi è fondamentale: le piante legnose
sequestrano anidride carbonica, emettono ossigeno, producono una traspirazione acquea che abbassa la temperatura ambiente, regalano ombra, trattengono con le radici il terreno.

Andrebbero piantati da tutti, istituzioni pubbliche e privati cittadini, ognuno nel proprio spazio di competenza. Per incentivare questa operazione, in Italia circa una decina di anni fa è stata istituita la Giornata nazionale degli alberi, fissata per il 21 novembre di ogni anno, al fine di sensibilizzare la popolazione e le Amministrazioni alla piantagione.


UN ALBERO PER OGNI NEONATO

Per la pubblica Amministrazione il 21 novembre è un’occasione utile ad aggiungere verde alla città o regione amministrata, spesso mettendo a dimora, soprattutto nei paesi e cittadine, gli alberi che una legge di quasi 30 anni fa imponeva a ogni Comune di piantare per ogni neonato o neoadottato entro 12 (adesso 6) mesi dalla registrazione anagrafica. Addirittura, secondo questa legge, entro 15 mesi dalla stessa data, il certificato di nascita doveva riportare l’esatta ubicazione della nuova pianta… 


La legge è lodevolissima, soprattutto per l’intento di
ripopolamento di terreni abbandonati di proprietà comunale, salvandoli dal degrado e dall’erosione e ricreando – nel tempo – un vero e proprio bosco o un parco pubblico.


Con il risvolto più generale di aumentare la quantità di verde pubblico a disposizione dei cittadini ma anche dell’intero pianeta: com’è noto, gli alberi sono gli organismi più efficienti nel sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera, il gas imputato di condurre all’effetto serra e ai devastanti cambiamenti climatici ormai sotto gli occhi di tutti. Aumentare la loro presenza contribuisce ad abbassare la quota di CO
2 dell’aria, mitigando l’effetto serra, e incrementa invece il rilascio di ossigeno, fonte di vita per gli organismi animali, uomo incluso.


COSA PUOI FARE TU…


Anche tu puoi
contribuire alla riforestazione dell’Italia, piantando alberi e arbusti nei propri giardini. Novembre è ancora un ottimo mese per le piantagioni di specie legnose: il clima fresco e spesso piovoso riduce il rischio di mancato attecchimento da calore e siccità, e la pianta ha modo di stabilizzare le radici durante i 4-5 mesi di riposo invernale che seguono la messa a dimora, pronta a ripartire con la primavera successiva.


In tutti i casi ricordatevi che un albero o un arbusto va
seguito molto bene (irrigazione, concimazione, eventuali potatura e protezioni invernali) per i 12 mesi successivi all’impianto, dopodiché, soprattutto se è una specie autoctona, procederà quasi sempre da solo, senza più bisogno di assidue attenzioni.

4 MODI VELOCI PER RACCOGLIERE LE FOGLIE

Autunno, cadono le foglie… Lo sapete che questa è un’occasione meravigliosa per fare ginnastica senza spendere un soldo in palestra? E per godere ancora del tiepido sole novembrino, della nebbiolina che fa immaginare chissà quali misteri dietro l’albero, dei merli che razzolano tra il fogliame caduto…


Ma perché bisogna raccogliere le foglie? Il fogliame e i residui vegetali vanno raccolti almeno
una volta a settimana, innanzitutto per motivi estetici; poi per evitare che il vento li sospinga dentro casa con le finestre aperte; ancora perché possono diventare il ricettacolo di malattie fungine e di parassiti vegetali che svernerebbero fra i detriti per ripresentarsi in primavera a infestare le vostre piante; quindi per evitare che le piogge e il calpestamento li possano compattare, soffocando l’erba sottostante e rendendoli comunque più difficili da rimuovere; infine perché si possono riutilizzare come pacciamatura oppure nel compostaggio.

Eppure ci sono attrezzi e apparecchi che velocizzano l’operazione: non la compiono al posto vostro, ma perlomeno dimezzano la fatica necessaria ed evitano guai!

 

4 INTELLIGENTI SOLUZIONI RACCOGLIFOGLIE


1. Rastrello, ramazza, paletta, sacco.
Se, su piccole superfici, utilizzate rastrello e ramazza, sappiate che esistono pratici sacchi raccoglifoglie pieghevoli, da portare in spalla, e carriole che si inclinano fino a terra, come se fossero una grande paletta. E per tirar su con un solo gesto un mucchio di foglie, ci sono speciali guanti “a paletta chiodata”, che trattengono tutto il fogliame.

2. Soffiatore/aspiratore. L’attrezzo più comodo del mondo perché consente di accumulare le foglie in un solo punto e di aspirarle nell’apposito sacco. Per i piccoli giardini è sufficiente un semplice aspiratore. Prima di procedere alla raccolta, eliminate i detriti solidi di grosse dimensioni. Non spaventatevi al primo utilizzo del soffiatore: è necessario imparare a dosare il getto d’aria e la sua direzionalità; ovviamente. 

3. Idropulitrice. Macchina eccezionale per pulire gli esterni, in questo caso le pavimentazioni dalle quali rimuove ogni genere di residuo anche incrostato tenacemente, senza fatica e in poco tempo. Utilizzate l’acqua regolando la temperatura entro i 40 °C e il getto a una pressione moderata. Vale l’acquisto, perché si usa anche sull’arredo giardino, le vetrate, i giochi da giardino, i cancelli, le scale…

4. Reti antifoglia. Per grondaie, tombini, caditoie, scoli, pozzi e quant’altra condotta sia preposto a raccogliere l’acqua piovana, è fondamentale evitare che entrino le foglie e i detriti vegetali o inorganici, che intasano la raccolta facendo fuoriuscire l’acqua. Esistono apposite retine metalliche o in plastica pesante e robusta, da installare in primavera: una volta al mese si controllano per rimuovere i resti accumulati, evitando così fatica e rischi d’inondazione o intasamento.